Lazio, Come si cura il cheratocono.


Il cheratocono si cura principalmente con due tipi di interventi: il Cross-Linking e il trapianto corneale.

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Cross-Linking Corneale (CLX)

Il Cross-Linking corneale (CLX), utile per rallentare l’evoluzione del cheratocono. Con questa tecnica il chirurgo oculista riesce ad aumentare la rigidità meccanica del tessuto corneale attraverso la creazione di nuovi legami chimici tra le molecole di collagene dello stroma corneale mediante un processo chimico di foto-polimerizzazione. Al paziente vengono instillate (ogni 2-3 minuti per circa 20 minuti) delle gocce oculari di Riboflavina (vitamina B2) direttamente sullo stroma corneale dopo aver asportato l’epitelio nella zona della cornea centrale. Contemporaneamente la cornea viene irradiata con luce ultravioletta di lunghezza d’onda 370 nanometri (UV-A). Il trattamento di Cross-Linking si è dimostrato efficace e sicuro e spesso produce un appiattimento del cono (in media di 1-2 diottrie) con conseguente miglioramento della acutezza visiva. Il Cross-Linking viene normalmente effettuato sui cheratoconi in stadio iniziale e su cornee con spessore superiore ai 400 microns. L’intervento viene effettuato instillando gocce di collirio anestetico e, al termine del trattamento, viene applicata una lente a contatto terapeutica di bendaggio per 3 o 4 giorni in attesa della ricostruzione dell’epitelio corneale. La terapia post intervento prevede l’uso di colliri antibiotici e anti-infiammatori. Per i primi 2 o 3 giorni dopo il trattamento il paziente può avvertire sensazione di corpo estraneo e bruciore dovuti all’assenza dell’epitelio corneale in via di ricostruzione. Quando l’epitelio sarà ricostruito il paziente potrà tornare all’uso delle sue lenti a contatto. Il contattologo riesce a supportare l’oculista con alcune speciali lenti a contatto, che correggono il cheratocono. Puoi contattare il dottor Mugnai, contattologo al 333 7501605 per una consulenza su come scegliere la lente a contatto ottimale per te.

Trapianto corneale

Nei soggetti affetti da cheratocono è necessario il trapianto della cornea solo nei casi in cui questa sia stata del tutto compromessa. Esistono due procedure chirurgiche:

1) La cheratoplastica perforante in cui viene sostituita tutta la cornea: è il trapianto tradizionale.

2) La cheratoplastica lamellare in cui si mantiene lo strato più interno (Endotelio e Membrana di Descemet). Viene sostituito lo spessore corneale interessato dal cono.

Il rischio di rigetto è molto basso e, anche nei casi in cui si verifica, la terapia farmacologica risulta efficace.

Il rischio di rigetto è massimo dopo un mese e si riduce progressivamente entro il primo anno.

L’uso delle lenti a contatto minisclerali si è dimostrato utile anche in casi di cheratoconi gravi, così da rimandare il trapianto. La particolarità di queste lenti, e il motivo per cui sono così utili in questi casi è che le lenti minisclerali appoggiano esclusivamente sulla sclera, non toccanto minimamente la cornea Il dottor Mugnai, ottico-optometrista e contattologo, applica lenti a contatto minisclerali di varie tipologie: chiama per una consulenza senza impegno al 333 7501605.